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IN CERCA DI CAREZZE PER VIVERE
 
 
 
 
           
       

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17 febbraio 2011

SHE'S SO SPECIAL...COSI' SPECIALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

... E un grazie speciale a tutti voi!




permalink | inviato da Carezza il 17/2/2011 alle 19:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

16 febbraio 2011

Sono bellissima.

Mi guardo allo specchio, e quasi svengo dall'emozione: davanti a me vedo una splendida, incantevole creatura. Inutile negarlo: sono bellissima. Bella come il sole. Ma proprio BELLA, BELLA, BELLA. Nessuna è come me. Altro che Biancaneve. Altro che Naomi Campbell. Nessuna ha questi tratti delicati e raffinati, questo portamento divino, questa espressione angelica. Batto pure la Beatrice di Dante: sono una creatura celeste, divina nella mia bellezza. Ora non mi resta che aspettare. Aspetto che le agenzie di tutto il mondo si accorgano di me: come lasciarsi sfuggire una simile perla? Tra poco, lo so, sarò famosa in tutto il mondo.......

......... "Pronto, ospedale? Reparto di Psichiatria? Buonasera, mi chiamo Elena e ho venti mesi. Chiamo per la mia mamma. Da un po' di giorni non fa che guardarsi allo specchio e ripetere che è la donna più bella del mondo. Solo che è un po' (un tantino) sovrappeso, ha le cosce che somigliano a due prosciuttoni di Parma stagionati ed è un po' gobba...Sì, lei la chiama cervicale, ma a me sembra una gobba, una specie di "cassettina" sulle spalle...Penso che sia grave, dottore. Cosa faccio, la porto io da voi o venite a prenderla a casa?"

 




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16 febbraio 2011

Niente foto

Avrei tanto voluto mettere le foto della mia principessina. Avrei voluto farvi vedere quanto è cresciuta. Solo che, durante la mia assenza, alcune cose sono cambiate. Le impostazioni per il caricamento delle immagini, ad esempio. Non ci capisco più nulla....BUEEEEEEEEEH!!!!

Cosa diamine è l'url dell'immagine? Scusate l'ignoranza...ma se inserisco il percorso del file, mi si risponde picche. Niente, la foto proprio non compare. E io che volevo tanto farvi vedere Elenuccia!

......BUAAAAAAAAAAAAAAAAAH!!!!!




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14 febbraio 2011

Help!!!

Vi chiedo aiuto. Sono mancata per troppo tempo e sono cambiate molte cose. Vorrei mettere delle foto di Elena ma non ci riesco; in particolare non so che cosa voglia dire inserire l'url di un'immagine. Cioè, io inserisco il codice corrispondente al percorso dell'immagine, ma non ottengo buoni risultati. Perdonate la mia ignoranza in materia; io sono un caso umano, in molti sensi!!! Potete  aiutarmi? Ve ne sarei davvero molto grata. Vi ringrazio in anticipo, un bacio!




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7 gennaio 2010

Anno nuovo, (altro) blog nuovo!!!

Ciao a tutti! Con l'anno nuovo ho aperto un altro blog, dedicato interamente alla cucina...Lì metterò tutte le mie ricette più riuscite, classiche o personalizzate da me, per condividerle con voi!!!
Per ora ci sono poche ricette, ma conto presto di arricchire il contenuto di questo blog neonato, il cui link è :
www.dalprimoaldolce.ilcannocchiale.it
Vi aspetto allora!!!Tanti baci da me e dalla piccola Elena e tantissimi auguri per uno sfavillante, fantastico 2010!
Irene




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21 dicembre 2009

BUONE FESTE A TUTTI!

 
Tantissimi auguri di Buon Natale e di buone feste da me e da un folletto natalizio molto, molto speciale! Un forte abbraccio!




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1 dicembre 2009

Il senno

 

Astolfo si reca sulla Luna- illustrazione di Gustave Dorè



A cavallo del fedele ippogrifo, Astolfo, il duca inglese, si reca sulla Luna per portare a termine una difficile missione: recuperare il senno di Orlando, in modo che il paladino, guarito dalla sua follia, riprenda a fianco di re Carlo Magno il suo compito di paladino e difensore della cristianità.
Molte sono le meraviglie che Astolfo scopre sulla Luna, che è rappresentata un po' come lo specchio rivelatore delle debolezze umane. Ma quello che sorprende di più il nostro prode è il trovarsi davanti a una moltitudine di ampolle e fiale, più o meno grandi, in cui era contenuto il senno degli uomini.
Il senno...


Era come un liquor suttile e molle,
atto a esalar, se non si tien ben chiuso;
e si vedea raccolto in varie ampolle,
qual più, qual men capace, atte a quell'uso.
Quella è maggior di tutte, in che del folle
signor d'Anglante era il gran senno infuso;
e fu  da l'altre conosciuta, quando
avea scritto di fuor: "Senno d'Orlando".
E così tutte l'altre avean scritto anco
il nome di color di chi fu il senno.
Del suo gran parte vide il duca franco;
ma molto più maravigliar lo fenno
molti ch'e credea che dramma manco
non dovessero averne, e quivi dénno
chiara notizia che ne tenean poco;
che molta quantità era in quel loco.
Altri in amar lo perde, altri in onori,
altri in cercar, scorrendo il mar, ricchezze;
altri ne le speranze de' signori,
altri dietro alle magiche sciocchezze;
altri in gemme, altri in opre di pittori,
et altri in altro che più d'altro aprezze.
Di sofisti ed astrologhi raccolto,
e di poeti ancor ve n'era molto.
(Orl. Fur.,XXXIV,LXXXIV-LXXVI)

Astolfo, dunque, riconosce subito il senno di Orlando, che si trova tutto sulla Luna, essendo il paladino ormai in preda alla follia più assoluta. Tuttavia il duca inglese si avvede di aver perduto egli stesso molta della sua ragione, senza essersene accorto: "
Del suo gran parte vide il duca franco", e grande è la sua sorpresa quando scopre che in quelle ampolle si trova gran parte del senno di taluni uomini che lui reputava savi:  "ma molto più maravigliar lo fenno
molti ch'e credea che dramma manco
non dovessero averne, e quivi dénno
chiara notizia che ne tenean poco".

Tanti sono i modi in cui si può perdere il senno: per amore, per rincorrere gloria e sogni ambiziosi, per avidità e sete di denaro, per soddisfare le proprie passioni, per ascoltare vane chiacchiere di ciarlatani ("
dietro alle magiche sciocchezze") Io a questi motivi aggiungerei anche il dolore, la sofferenza  priva del senno come nessun'altra cosa può fare. E la paura, la paura che tutto annebbia, la paura che è l'acerrima nemica della ragione.
La Luna rappresenta il luogo della rivelazione: uno specchio veritiero che spoglia gli uomini delle loro maschere di saggezza, per mostrare invece tutte le loro povertà e debolezze. E' significativo il passo in cui si dice che Astolfo trova quasi piene le ampolle di uomini che reputava saggi ed equilibrati, poichè tanto più facile è perdere il senno tanto più dificile è accorgersene, così come è difficile valutare la ragionevolezza di chi conosciamo. Ho avuto più volte modo di riscontrare quanto la ragione sia "settoriale": ci sono persone affidabilissime e sagge sul lavoro, ma quantomai caotiche e irrazionali nella loro vita sentimentale; persone che magari hanno sfidato mille pericoli ma che poi hanno paura di entrare in un ascensore, o che svengono se devono fare un normale prelievo. La ragione è impalpabile, eppure è tra quanto di più prezioso l'uomo possiede. Com'è facile perderla, e come è tanto più difficile riacquistarla! Mille sono le debolezze, le paure, le incertezze, che mettono a repentaglio il nostro senno: magari siamo capaci di essere lucidi e razionali in determinate circostanze e con certe persone, mentre in circostanze differenti e in diversi rapporti umani, ecco che il senno scappa a farsi raccogliere nelle famose ampolle!
Naturalmente, se dovessi andare io sulla Luna, non mi stupirei di trovare un enorme bottiglione alto dieci metri con su la scritta " Senno d'Irene." Spero che in quel caso io riesca ad inalarlo, come il buon Astolfo, o almeno a spruzzarmene qualche goccia in testa.



Il mio senno so già di averlo perduto inseguendo mille ansie, paure e incertezze. Se pensate che anche il vostro senno sia in parte sulla Luna, a quale motivo attribuite voi questa sua "fuga"?




permalink | inviato da Carezza il 1/12/2009 alle 15:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa

10 novembre 2009

Il disprezzo per la viltà

  

 

«  E io ch'avea d'error la testa cinta,


dissi: "Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent'è che par nel duol sì vinta?".

Ed elli a me: "Questo misero modo
tengon l'anime triste di coloro
che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.

Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.

Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli".

E io: "Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?".
Rispuose: "Dicerolti molto breve.

Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte.

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:

non ragioniam di lor, ma guarda e passa". »

 

(Dante Alighieri, Inferno, 31-51)

 Questi  alcuni dei  versi, colmi di disprezzo, riguardanti gli ignavi, categoria di peccatori che l'Alighieri colloca nell'Antinferno. Gli ignavi, i peccatori "che mai non fur vivi", sono  coloro che, durante la  vita  terrena, non agirono mai né nel bene né nel male, senza mai fare una scelta nè abbracciare una causa.Questi dannati, che in vita non furono mai stimolati da intento alcuno, subiscono l'atroce pena del contrappasso: nudi, sono costretti a girare in eterno attorno ad una insegna (probabilmente una bandiera), istigati e straziati dalle punture di vespe e mosconi, con il volto rigato di lacrime e sangue. Il disprezzo del poeta verso questa categoria di peccatori è massimo, e non conosce esitazione di sorta. Tale accanimento è giustificabile sia da un punto di vista teologico (la scelta tra bene e male è un obbligo inevitabile dell'uomo, secondo la religione cattolica) sia da un punto di vista storico-politico.Ai tempi di Dante, infatti, la partecipazione alla vita politica era considerata un obbligo morale e civile, e chi si sottraeva a tale obbligo era degno di irreversibile biasimo.
Gli ignavi non soltanto non sono degni del Purgatorio e del Paradiso, ma sono respinti anche dal profondo Inferno: è come se Dante li considerasse alla stregua di rifiuti, di escrementi, peggiori anche dei più feroci e spietati assassini. Molti sono i peccatori infernali nei confronti dei quali il poeta è portato a nutrire pietà, a volte anche una certa stima, anche se si tratta di dannati che in vita si sono macchiati di gravi colpe. Gli ignavi, invece, si possono solo disprezzare, sono talmente vili che non meritano nemmeno considerazione-"non ragioniam di loro, ma guarda e passa", dice Virgilio a Dante. La loro colpa maggiore è proprio quella di non essersi macchiati di colpe, nè di aver brillato per le buone azioni. Gli ignavi non hanno nè amato nè odiato, hanno trascorso la loro vita vegetando, adattandosi alle crcostanze. E per questo meritano lo sdegno più grande; non valgono più dei vermi che raccolgono il sangue sgorgato dalle loro ferite. Forse all'occhio del lettore moderno un tale giudizio può apparire troppo severo, addirittura ingiusto; è vero che a volte sono anche le circostanze a compromettere la volontà di agire di un individuo; molto spesso è la paura a rendere l'uomo vile. Inoltre, forse è difficile non trovare un momento, una parte piccolissima della nostra vita in cui anche noi, per varie ragioni, ci siamo comportati da ignavi.
In un certo senso, oserei dire, gli ignavi hanno scelto: hanno scelto di vivere "da pecore, invece che da leoni", e in molti casi la vita stessa, oltre che la morte, li ha puniti.




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22 ottobre 2009

Sguardo di bimba

 


Occhi innocenti. Bisogno di protezione e di affetto. In questo momento siamo noi tutto il suo mondo. Piccola Elena, quanto è bello restare ferma ad abbracciarti, a sentire il tuo respiro che sa di latte, a stringere le tue manine che ancora non afferrano gli oggetti, perdendomi nell'azzurro limpido dei tuoi occhi...




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17 settembre 2009

UEEEEHHHH!!!!

 

Sarà il cattivo tempo, sarà che la gengiva già si prepara piano piano a far spuntare i primi dentini, (così dice la pediatra)sarà che in casa si annoia, sarà che vuole essere coccolata (e portata a spasso in braccio)...L'immagine è eloquente, le alte strida qui non si possono riprodurre. I tappi per le orecchie per non diventare sorda anzitempo li sto andando a comprare!!!:)




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28 agosto 2009

Genetliaco



Oggi è il mio trentatreesimo compleanno... e a festeggiarmi quest'anno  c'è una persona in più, una persona molto, molto speciale.




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6 agosto 2009

COSA VOGLIO DI PIU' DALLA VITA?

Quest'anno il mare lo vedrò soltanto in cartolina.

Passo metà del mio tempo a sterilizzare biberon  (purtroppo il mio seno non ha mai prodotto latte!...) e l'altra metà a cambiare e a lavare abitini, body e bavaglini...

Faccio molti trattamenti di bellezza, tra cui un balsamo per capelli al rigurgito di latte e un massaggio facciale a base di graffi sapientemente praticati da unghie di neonata affamata.

Quando mi illudo di averla sistemata (le ho cambiato il pannolino e l'ho lavata), ecco pronta arrivare la pipì... e mi tocca ricominciare tutto da capo. cambia, lava e asciuga...cambia, lava e asciuga...

Di conseguenza nella mia povera mente ormai non c'è più spazio se non per pannolini, rigurgiti, latte, abitini da lavare, pianti e gorgoglii di neonata....

Ma sapete che vi dico?....


CHI SE NE FREGA!!!
IO L'AMO!!!!




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11 luglio 2009

Ricordi...

 


Il 5 luglio scorso Elena ha compiuto un mese.

E' cresciuta molto, pesa intorno ai 4 kg contro i 2,980 registrati alla nascita, ha messo su delle belle guanciotte rotonde e rosate come la sua pelle chiara e delicata.
Elena ha aperto gli occhi al mondo in una sala operatoria, nella medesima sala in cui, fino a poche ore prima, il destino ha voluto che fossero praticate delle interruzioni di gravidanza.
Mi sono ricoverata al Santo Spirito in Sassia di Roma nel pomeriggio del 4 giugno, sapevo che il giorno dopo avrei dovuto sottopormi al cesareo (perchè il feto che portavo in grembo era rimasto podalico) ma non sapevo bene a quale ora.
In stanza ritrovai una mia compagna del corso preparto, lei era in preda ai dolori del travaglio, e io la guardavo con un filino di angoscia; sebbene sapessi che questa esperienza non mi avrebbe riguardato, dovevo affrontare un intervento chirurgico vero e proprio.
La mia compagna di stanza venne trasferita in sala parto e io trascorsi la notte da sola, ma nonostante ciò non riuscii a prendere sonno... Elena si muoveva continuamente nella pancia, e io pensavo che lei, ignara di tutto, stava per essere "prelevata" e messa a contatto con il mondo esterno... Ascoltando il continuo rumoreggiare dei gabbiani, riuscii ad assopirmi solo all'alba. Finalmente era arrivato il 5 giugno, il giorno della nascita della creatura! Intorno alle 6 venni svegliata da un'infermiera che doveva effettuare una delle tante operazioni preparatorie all'intervento. Toccavo continuamente la mia pancia da gestante, consapevole che quelle erano le ultime ore in cui potevo sentire ancora la mia bambina muoversi dentro di me, avvertire quelle meravigliose sensazioni che scaturivano dalla consapevolezza di essere un tutt'uno con quel piccolo essere. 
Trascorsi le ultime ore prima dell'intervento con Daniele e con i miei familiari, la flebo attaccata al braccio mi serviva per nutrirmi e idratarmi, dal momento che non potevo mangiare nulla nè ingerire liquidi. 
Poi mi vennero a prendere in stanza...Ricordo ancora l'emozione e la tensione di quel momento, ricordo di quando mi hanno spogliato completamente e ricoperto di teli di carta, di quando mi hanno infilato la cuffia trasparente in testa, e poi così "addobbata", ho salutato con la mano mia mamma e Daniele che mi seguivano nel corridoio mentre venivo portata via sul lettino a rotelle.
Quando entrai in sala operatoria erano circa le 12.25.
Avevo una lacrima che mi solcava una guancia, non dicevo nulla ma la mia espressione smarrita tradiva tutto il mio timore per la prova che stavo per affrontare. Le infermiere e le ostetriche presenti in  sala se ne  accorsero, e fecero di tutto per farmi sorridere e per alleviare la mia tensione. Accesero la radio e cominciarono a scherzare tra loro, parlandomi in tono così allegro che riuscirono a contagiarmi. Mai mi scorderò dell'aiuto grandissimo che hanno saputo darmi. Nel frattempo l'anestesista, un signore molto alto con fare serioso, controllava la mia cartella clinica con tutti gli esami e gli accertamenti fatti prima del ricovero, e mi chiedeva di fargli presente tutti i miei eventuali episodi allergici, sia che riguardassero farmaci o altro. Io cercavo di ricordare tutto nel modo più preciso possibile, e mi preparavo ad affrontare  l'iniezione di anestetico, la cosiddetta"spinale".
Trovare la posizione giusta per tale iniezione fu un po' impegnativo, infatti si deve stare con la schiena leggermente inarcata,  e nel frattempo rimanere perfettamente immobili, perchè l'ago deve entrare in una delle vertebre. Io strinsi i denti e cercai di essere concentrata il più possibile, ma dal momento in cui sentii l'iniezione avvertii immediatamente un torpore invadere le gambe e parte della schiena. Il medico anestesista mi spiegava tutto per filo e per segno; mentre mi versava un antibiotico nella flebo, mi disse che avrei potuto avvertire formicolii, nausea, vertigini e altre strane sensazioni, ma che non mi dovevo preoccupare perchè era tutto nella norma. La nausea l'avvertii, fortissima (dopo l'intervento avrei rigettato, ma in sala operatoria per fortuna non successe) e anche il formicolio, in seguito al quale le gambe giacquero addormentate e completamente immobili, come colonne di marmo. per il resto ero perfettamente cosciente e potevo seguire tutto ciò che mi accadeva, per fortuna non vedevo nulla di ciò che il chirurgo mi stava facendo perchè c'era un telo di carta che copriva il tutto...
Naturalmente, grazie all'anestesia, non avvertivo nessun dolore, avvertivo solo come dei pizzicotti al basso ventre, ma completamente indolori.
Ad un certo punto sentii dire: "Abbiamo quasi finito" e allora tesi l'orecchio, emozionata. Percepii allora come un gracidare lontano, che a me sembrò soffuso e che invece a chi lo ascoltava da fuori fortissimo: ERA IL PIANTO DELLA MIA BAMBINA!!! Le prime cose che chiesi, ricevendo ad entrambe risposta affermativa, furono: "Sta bene?" ed "E' una bambina?" Infatti, pur essendo venuta a conoscenza del suo sesso durante l'ecografia morfologica, non avevo potuto più averne la conferma perchè la briccona era restata a gambe chiuse in tutte le altre ecografie...
Poi me la portarono per pochi secondi, e misero il mio viso a contatto con il suo...Per me fu come assistere all'apparizione di una meravigliosa creatura, piangente ma angelica, bellissima, con la pelle di latte e i capelli biondo rame...un'emozione che provo oggi ogni volta che la guardo. Un ricordo indelebile che nulla e nessuno potrà mai cancellare.

Colgo l'occasione per ringraziare tutti voi dell'affetto che mi avete dimostrato. Purtroppo ho avuto pochissimo tempo per scrivere perchè Elena mi assorbe completamente, ma vi ho pensato tantissimo. Grazie, ancora grazie miei cari amici...Un fortissimo abbraccio.




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10 giugno 2009

Mio dolce amore






 

Salve a tutti!!! Mi chiamo Elena, sono nata il 5 giugno 2009 alle 12. 55 con taglio cesareo...Non mi sono girata nella pancia della mamma perchè non volevo scompigliarmi i capelli, volevo uscire già composta ed elegante come tutte le principesse. In queste foto sono ancora in ospedale, ma ora sono tornata a casa. la casa mi piace molto, e mi piacciono molto anche mamma e papà, anche se sono buffi ed inesperti....Speriamo bene, che di questi due mi possa fidare!! Un saluto neonatale a tutti!!!




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24 maggio 2009

In apnea

 


Questo caldo micidiale che da parecchi giorni sta attanagliando Roma mi  toglie il respiro... Nelle mie condizioni è ancora  più insopportabile. Mi trascino boccheggiando da stanza a stanza, e per strada, dovendo purtroppo fare le ultime analisi, preospedalizzazione compresa.
L'ansia per il momento che ormai si avvicina, il caldo afoso, la stanchezza, tutto si fonde in una sensazione di perdita di forze e di lucidità e mi sembra di non capire più nulla
...
Voglio vedere il suo dolce visino, anche se mi mancheranno i suoi movimenti dentro la mia pancia...
Un duro nodo di tensione mi stringe lo stomaco.
Speriamo che questo caldo finisca...

Aggiornamento...il caldo è passato,


ma l'attesa si

fa sempre più...rovente!!!







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10 maggio 2009

METTERE AL MONDO



<L'ottavo mese è ormai al termine...>

Leggendo qua e là, anche in vari blog, mi sono a volte imbattuta in affermazioni allucinanti del tipo "Odio i bambini", "sono esseri insopportabili e detestabili", "Mi faccio sterilizzare piuttosto che avere figli".
Meno odio e aggressività, ma molto sarcasmo ho potuto rilevare in esternazioni del tipo: "Belli i figli...Ma soltanto quelli degli altri! Fossi matta/o, li lascio ai fresconi  quelle palle al piede!!!" - laddove tale elegante affermazione ne sottintendeva un'altra : "Mica sono scema/o come tanti poveracci che si rovinano la vita, sono furba/o io!!!"
Premetto che io ho il massimo rispetto per tutte le scelte di vita, e che, dal momento che quella di mettere o meno al mondo un figlio è una decisione estremamente intima e personale, reputo assolutamente giusto che ognuno agisca secondo le proprie inclinazioni, le proprie esigenze profonde e il proprio modo di vivere e vedere la vita. Tuttavia, se mi trovo di fronte ad affermazioni ed atteggiamenti spiacevoli come quelli di cui parlavo sopra, mi viene spontaneo pensare: generare un figlio non è assolutamente un obbligo, nessuno chiede di essere messo al mondo, se non ci si sente di diventare genitori non c'è nessun problema, anzi, i problemi, per tutti,  si verrebbero a creare nel caso di una decisione "forzata".
Quindi in questo caso non avere figli rappresenterebbe semplicemente un atto di responsabilità.
Nessun presunto "figlio futuro" lo chiede, e meno che mai lo  esige.  Nessun figlio vorrebbe un genitore che non lo desidera, e tantomeno vorrebbe che ad occuparsi di lui fosse qualcuno che - come nel caso di cui parlavo prima- ritiene che i bambini siano"esseri insopportabili"...
Dunque, perchè tanto rancore? Perchè tanta durezza, o sarcasmo? Non lo capisco. L'unica spiegazione plausibile può risiedere nel fatto che la società, forse per un istinto di sopravvivenza, spesso esercita delle pressioni non dovute, che si rispecchiano nell'attesa e nelle sollecitazioni di parenti e aspiranti nonni e che finiscono per rendere un dovere quella che dovrebbe essere una decisione libera e spontanea. Comunque, anche considerando questo, perchè andare tanto sul pesante?
Tuttavia il rancore appartiene anche ad un altro punto di vista.
Ritornando indietro con i ricordi, mi viene in mente quando anni fa, in una lettera che un ragazzo scriveva ad un giornale, percepii una tempesta di rabbia delle stesse dimensioni. Mi rimase impressa  la cattiveria, la brutalità, la durezza di quelle parole: 
- Tu devi stare al mondo, e vivere una vita schifosa, solo perchè un giorno di tanto tempo fa due porci- diceva proprio così - avevano deciso di accoppiarsi"...- Quel ragazzo era pieno di odio e di rancore nei confronti dei suoi genitori, e rimproverava loro di averlo fatto nascere con tutta la durezza  e la spietatezza di cui era capace...Se il suo intento era quello di ferire, di colpire con violenza, c'era riuscito in pieno.
Ecco, questi esempi da soli bastano ad illustrare tutta la difficoltà di essere genitore, tutta la gravità e l'importanza racchiusa nella decisione di mettere al mondo un figlio.
Ascoltando dentro di me i movimenti della mia bimba che deve nascere l'ondata di amore e tenerezza mi travolge insieme ai dubbi e ai timori.
Nessuno è perfetto, tantomeno io. Per un certo periodo di tempo mi sentivo fragile di fronte alla maternità, forse avevo paura di non essere in grado di affrontare un'impresa così grande, ma che al tempo stesso rappresentava il mio desiderio più intenso. Poi Elena è arrivata prestissimo, praticamente inaspettata, prima ancora che potessi di nuovo aver paura e ripiombare nell'indecisione. Ora sono quasi otto mesi completi che la porto in grembo, e  posso dire che non esiste niente di così bello, e di così grande. Tutto, ansia, timore, fatica, responsabilità, tutto vale la pena affrontare dinanzi ad un amore così grande.
Però umanità e fragilità persistono. Ed essere un buon genitore è la sfida più grande in assoluto che si debba affrontare nella vita.
Sarebbe indescrivibile il dolore che proverei se mia figlia un giorno dovesse dire, o pensare di me quello che urlava, nella sua lettera violenta, quel ragazzo disperato e arrabbiato con il mondo, e soprattutto con i suoi genitori.
Solo di una cosa sono certa, che su di lei riverserò tutto il mio amore. Non basterà, perchè si possono commettere errori anche se si ama, o forse proprio perchè si ama. Si può sbagliare perchè è nella natura dell'essere umano. E i genitori sono esseri umani, forse resi ancor più fragili dal difficile compito che debbono svolgere. Se questo compito è motivato dall'amore, anche gli inevitabili errori forse potranno essere compresi... Questa è l'unica considerazione che mi consola in qualche modo, oltre al fatto che tra me e i miei genitori è stato così.




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24 aprile 2009

Benvenuta Eleonora!!!

Oggi ho ricevuto da LEI la splendida notizia...Questa mattina è nata la sua piccola Eleonora...!!!Sono ormai convinta che i bambini siano la più grande ricchezza al mondo, che rappresentino il futuro, la speranza, la vita stessa, e che non ci sia niente di più bello e intenso che sentire e vedere crescere la propria creatura, dentro e fuori dal proprio corpo...
Della neomamma che posso dire di più, oltre al fatto che è  fantastica, che come ha riversato sulla sua prima figlioletta tutto l'amore di cui è capace (che è tantissimo), così amerà infinitamente questa sua seconda figlia, che è una bambina molto fortunata.
Nel frattempo la mia creatura è sempre qui dentro di  me... Ancora è lunga l'attesa...




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6 aprile 2009

LA TERRA TREMA...

Roma.  Stanotte, o meglio stamattina presto, intorno alle 3.30, mi sveglio di soprassalto: il letto sta ballando, come se lo scuotessero le onde del mare, l'armadio della mia stanza è scosso da tremiti sinistri, i lampadari oscillano all'impazzata... Mi rendo conto che è una scossa di terremoto e mi alzo dal letto.
Mia madre e mio padre, anche loro svegli, sono in dubbio sul da farsi: dobbiamo uscire per strada (ma siamo all'ottavo piano, dunque sarà prudente prendere l'ascensore oppure dobbiamo avventurarci per le scale?) Dobbiamo rifugiarci sul terrazzo oppure restare in casa? Accendiamo la tv, il televideo reca notizie ancora non molto precise, si capisce solo che l'epicentro del terremoto non è a Roma, ma all'Aquila. Tuttavia i dati sono incerti, non si sa ancora quali danni abbia recato...
Nel frattempo non avvertiamo altre scosse, ci tranquillizziamo un po', e, forse grazie anche  alla stanchezza, torno a dormire e riprendo sonno, dopo avere ascoltato per un po' il mio ventre in subbuglio per i calcetti di Elena...Povera piccola, evidentemente l'agitazione era passata anche a lei...
Mio marito si trovava a Santa Maria Capua Vetere e non ha avvertito praticamente nulla...
Questa mattina sento i notiziari e apprendo la terribile notizia: mentre a Roma non ci sono stati danni,  l'Aquila è stata messa in ginocchio, il suo centro storico è un cumulo di macerie, e altre cittadine dell'Abruzzo sono addirittura state rase al suolo, praticamente annullate. Almeno 150 persone, tra cui anche dei bambini, hanno perso la vita... E il bilancio delle vittime purtroppo  è anora parziale, molti si trovano ancora sotto le macerie. Un quadro altamente drammatico, che testimonia la totale impotenza e piccolezza dell'uomo dinanzi alla furia della Natura e degli eventi.  Viviamo, facciamo tanti progetti, e poi basta un minuto (tanto è durata la scossa) per buttare tutto all'aria...L'uomo, questo essere illuso, crede di poter controllare tutto, e invece non controlla nulla...
Cercherò di informarmi sul web, spero almeno di poter dare un qualche contributo alle vittime del terremoto, di poter fare qualcosa...

Aggiornamento: per chi volesse collaborare con una donazione intestando un bollettino di  conto corrente alla Croce Rossa Italiana:
- Conto Corrente Postale n. 300004
intestato a: "Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma
c/c postale n° 300004
Codice IBAN: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004
Causale: Causale PRO TERREMOTO ABRUZZO 

Sul sito di  MEDIAFRIENDS trovate altre informazioni per dare il vostro contributo.

Inoltre Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, insieme con il Dipartimento della Protezione Civile, di comune hanno attivato il numero solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell'Abruzzo gravemente colpita dal terremoto. Ogni SMS inviato contribuirà con 1 euro, interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l'assistenza. E' possibile inoltre donare 2 euro attraverso una chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero 48580. Il Dipartimento della Protezione Civile fornirà tutte le indicazioni sull'utilizzo dei fondi raccolti.








permalink | inviato da Carezza il 6/4/2009 alle 11:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa

22 marzo 2009

PROVE TECNICHE















Sì, lo so, quel che ho fatto è sicuramente bislacco, e quasi certamente del tutto inutile.
Ma non avendo mai aperto un pannolino in vita mia sono stata presa da un'improvvisa e folle ansia da prestazione.
Vi dirò di più: se l'adorabile Chèrie, qui fotografato, fosse stato dotato del riflesso della suzione, avrei sicuramente effettuato anche una simulazione di allattamento....


14 marzo 2009

DALL'ALBERO AL FRUTTO






Oltre alla vita mi hai dato il sorriso,
e mi hai insegnato
che anche se è impossibile
non commettere mai errori,
l'amore si trasmette
dall'albero al frutto
come una rugiada
che trasforma in gemme le lacrime,
e che avvolge i teneri nati
nella protezione del suo abbraccio.


E mi hai insegnato
che finchè si saprà amare,
pur nella debolezza, 
pur nell'imperfezione,
si saprà anche guarire,
sanando le ferite
degli altri
e anche le nostre,
finchè l'amore
resterà l'unico ricordo
che nei nostri frutti
noi lasceremo,
non le lacrime e gli errori,
ma solo l'amore.



A mia madre, albero generoso, e ad Elena, dolce frutto atteso.




permalink | inviato da Carezza il 14/3/2009 alle 11:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


 

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